VOCI DAL CONVEGNO

8 Novembre 2019
VOCI DAL CONVEGNO

Frascati 2019 – “Rimanete nel mio Amore”

La mia prima volta al Convegno (Riccardo)

Frascati 2019. Che dire. Ho 19 anni ed è stato il primo convegno (un po’ tardi per essere nel MEG da quando sono piccolo, ma come si dice “meglio tardi che mai”). Mio fratello i miei amici avevano insistito molte volte e, finalmente, quest’anno, sono partito. Fin dai primi minuti sul pullman, ho capito che quei tre giorni li avrei trascorsi con persone che avrei potuto considerare una seconda famiglia, che mi avrebbero fatto stare bene, che mi avrebbero dato tanto. Sì, mi avrebbero “dato” tanto: ho scritto proprio così. Ma non nel senso di “dare” oggetti materiali, ma piuttosto qualcosa che mi avrebbe riempito il cuore di cose belle. Con il passare dei giorni e delle attività, ognuno di loro ha saputo regalarmi un pensiero, una condivisione, una testimonianza, un abbraccio, una stretta di mano, una lacrima (o forse sarebbe meglio dire un fiume in piena!). Non era un pianto di dolore, ma voleva dire: “Sono felice di essere qui. Sono felice di abbracciarti. Porta un po’ di me in te. Non dimentichiamo tutto questo”. E io lo farò: non vi dimenticherò. Uno ad uno mi avete dato davvero tanto. 

Ma questa è solo una parte, Frascati e molto di più. Il Convegno è difficile da spiegare. 

È un po’ come trovarsi sotto una cupola, staccati dal mondo intero. Una cupola sotto la quale potrebbe mancare l’ossigeno e, quindi, dove ci si potrebbe sentire senza respiro. Ma l’aria, la vita, ce la doniamo l’un l’altro reciprocamente, regalandoci in ogni momento una quantità di amore infinita. 

È un luogo dove ognuno di noi prova emozioni diverse, ha il suo proprio stile, ma in cui tutti abbiamo in comune il MEG, l’essere famiglia. È questo che ci dà vita. 

E c’è tanto altro ancora… Ci sono i pranzi con persone che conosci solo in quel momento, i Responsabili che si prestano ad ascoltarti anche quando rischi di dire una marea di sciocchezze, i momenti in cui uno inizia all’improvviso a cantare e tutti gli altri si accodano, quelli in cui incroci con lo sguardo qualcuno che non conosci e che ti saluta semplicemente perché sei del MEG. Ci sono le serate che ti incontri in una stanza con altri amici per mangiare insieme pane e Nutella, cercando di farlo in silenzio per non correre il rischio di essere scoperto e dovere tornare nella tua stanza. Ci sono attimi in cui quei “maledetti” occhi incrociano i tuoi e inizi a parlare con una persona che solo poche ore dopo reputi già speciale. Ci sono momenti in cui scoppi a piangere e sei terribilmente brutto… ma che te ne frega! Sei così e non puoi farci nulla. 

Tutto questo è fantastico, è meraviglioso, ma fino a quando non lo vivi non lo puoi spiegare.

Ri-innamorata di ciò che riempie la mia vita (Mariacarmela)

Sono stata per la prima volta Responsabile al Convegno Nazionale del MEG. Sono partita forte di vittorie, eppure all’angolo, vinta dai miei compromessi. Ho scoperto che i compromessi talvolta sono bellissimi. Se fossi rimasta a casa non avrei ritrovato l’amore per il MEG; se non avessi iniziato e continuato una relazione a distanza con la mia comunità non avrei mai apprezzato l’attesa, il viaggio e vissuto intensamente ogni momento; se non mi fossi rimessa in gioco non avrei mai capito di avere ancora tanto da dare e da ricevere.

Mi sono scoperta all’angolo del ring della mia vita, carica e pronta per saltare addosso agli ostacoli, all’insicurezza, al non sentirmi “abbastanza”.

Ho condiviso e mi sono sprecata per ragazzi che non conoscevo, ma che sentivo bisognosi di conforto e sostegno. Ho ricevuto lo stesso conforto e sostegno di cui io avevo bisogno, nei loro sorrisi, nei loro abbracci, nei loro occhi lucidi e nelle loro ossa fragili.

Ballare di nuovo “controvento” è stato liberatorio. Ri-innamorarmi di me stessa e di ciò che riempie la mia vita è stato bellissimo e inaspettato. Dove mi ero persa, voi mi avete ritrovata e aiutata a ritrovarmi.

Sono tornata, piena e grata. Scusate l’attesa.

L’Amore dilata tempo e spazio (Benedetta)

“Rimanete nel mio amore”. Convegno Nazionale MEG – Frascati, 31 ottobre – 3 novembre 2019”… Leggo questo sulla copertina del libretto che spunta dal mio zaino che ancora non ho svuotato. Mi porto nel cuore, a due giorni dal rientro a casa, un bagaglio così “pieno” di emozioni, di desideri, di incontri meravigliosi, di parole profonde e toccanti, di abbracci che mi chiedo come sia possibile che tutto sia accaduto solo in un fine settimana… Dev’essere che l’amore dilata il tempo o, forse, lo fa proprio scomparire.

Così come ha fatto sparire anche le provenienze, i confini, i limiti dentro i quali mi trovo a vivere le mie relazioni di ogni giorno. Al Convegno, infatti, non ha più importanza che io venga da Roma o da Cagliari, né che io sia un RN o un Pre-T, o che tifi una squadra o un’altra. Quello che conta è l’orizzonte verso il quale si guarda insieme, l’orizzonte del “sole”, l’orizzonte di Dio.

Non ho sentito nessuno che non fosse stra-contento, che non avesse qualcosa da raccontare, che non sentisse il desiderio di condividere il cammino specialissimo che stava facendo! O forse sarebbe meglio dire, l’inizio di un cammino. Perché a Frascati abbiamo incominciato a parlare del tema che ci accompagnerà nelle nostre comunità tutto l’anno 2019-2020 che sarà interamente dedicato alla Missione.

Le attività in assemblea, le riflessioni sulla parola di Dio, le testimonianze, le condivisioni in gruppo, la preghiera, le messe, la veglia penitenziale, i canti, la Festa finale… A poco a poco abbiamo capito che anche noi il Signore lo stavamo incontrando, proprio lì, al Convegno, che stava infiammando di amore i nostri cuori e che noi siamo scintille che possiamo accendere altri fuochi nella vita delle persone. Per la prima volta ho pensato che questo poteva volere dire essere “missionario e che per “rimanere” nell’amore di Dio (come diceva il titolo del Convegno) bisognava imparare da Lui ad amare, a volere bene. Perché quando si vuole bene, la vita diventa uno stile, uno stato del cuore che “rimane”, una connessione con il Signore che non si interrompe mai, un riflesso del suo amore!

La festa e la Messa finale per me hanno rappresentato l’inizio e la fine di un lungo abbraccio che, tutti e ottocento insieme ci siamo dati, fra noi e con Lui, prima di partire, ciascuno verso il luogo da dove era arrivato. Ho iniziato scrivendo che l’amore annulla il tempo. Ma credo che l’amore annulli anche lo spazio, le distanze, perché io, oggi, gli sguardi, i sorrisi, le lacrime, le parole di chi ho incontrato al Convegno li ho tutti qui con me… Questa storia, davvero, non potrà finire mai!

Un fuoco che non si spegne (Jasmeeta)

Sono passate meno di quarantott’ore da quando siamo tornati da Frascati e solo adesso mi sono seduta a metabolizzare il tutto! È stato un Convegno intenso. Ho vissuto ogni attimo vivendo e assaporando l’incontro con Lui, attraverso abbracci che scaldavano il cuore e scambi di sguardi pieni d’amore, accompagnati da sorrisi profondi. Ho testimoniato quell’amore che abbiamo cantato nell’inno di quest’anno, fatto di mani tese, mani che camminano insieme e gioia, un’immensa gioia,” la prova più evidente di ciò che mi è accaduto”…

Torno a casa piena. Piena d’amore…

Se dovessi raccontare il mio Convegno con un’immagine, sceglierei quella del Fuoco, “il più grande che c’è” e che arde, alimentato da tutto ciò che questo incontro mi hai regalato: un Fuoco che non si spegnerà mai! E che mi fa cantare: “Semplicemente sono nata per questo, sono nata per te!”.

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