UNA FAVOLA CHE DIVENTA REALTÀ

18 Giugno 2019
UNA FAVOLA CHE DIVENTA REALTÀ

Ludovica e Piergiorgio si raccontano

C’erano una volta due brutti anatroccoli… Sembra l’inizio di una favola, forse un po’ esagerata, ma in fondo era proprio così che ci sentivamo all’inizio…

Siamo Piergiorgio e Ludovica, oggi vicino ai 50, e questa storia inizia un bel po’ di anni fa. 

Ci siamo conosciuti in parrocchia, nella comunità C14 del MEG, anche se entrambi avevamo cominciato con gli RN e, come ogni “bravo” adolescente, ci sentivamo, appunto, due brutti anatroccoli: entrambi con bassa autostima, molta timidezza (lei), grande insicurezza (lui)… Ci univa l’appartenenza alla comunità del MEG, ma frequentavamo scuole e amici differenti.

Un rapporto di amicizia più profondo

Nel primo anno di PRE-T, ci viene chiesto di fare insieme i Responsabili e da lì iniziamo a costruire un rapporto di amicizia più profondo, fatto di stima reciproca e di un comune, grande amore per il MEG. Siamo in tutto quattro Responsabili, tutti molto diversi fra di noi. Nonostante questo riusciamo a suddividerci i ruoli, in modo che ognuno possa dare il meglio di sé, per il bene degli RN che ci hanno affidato e dei quali siamo follemente… innamorati. 

A poco a poco, ci accorgiamo che le nostre differenze costituiscono un grande valore per l’altro, perché ci compensiamo e la grande stima reciproca aiuta noi due, “brutti anatroccoli”, a credere un po’ di più in noi stessi. Capiamo che, forse, invece che continuare a crederci polli, potremmo diventare aquile (per citare un meraviglioso libro di Anthony De Mello).

Così, nel cammino PRE-T, abbiamo iniziato davvero a credere che il Signore ci amava e ci apprezzava per quello che eravamo e che questo amore si manifestava attraverso l’amore dei nostri RN,edella nostra comunità e tramite l’amicizia forte che ci legava. 

La novità del nostro amore

E poi, ad un certo punto… ci siamo innamorati! Be’, qui ve la scriviamo facile, ma vi assicuriamo che eravamo terrorizzati, perché avevamo paura di perdere o rovinare l’amicizia che avevamo costruito. Ognuno di noi due si teneva dentro il nuovo sentimento che stava nascendo, custodendolo con timore. 

Dobbiamo qui ringraziare alcuni amici cari che ci hanno “costretto” ad affrontare questa novità e ci hanno permesso di aprire l’un l’altro i nostri cuori.

Era il 29 dicembre 1989… Il giorno di un nuovo inizio: due cuori che si sceglievano e che volevanocamminare insieme, condividendo la vita e iniziando a pensare per due. E dentro questa scelta, il MEG è diventato la nostra prima famiglia!

Solo chi ci conosce da tanto sa quanto eravamo piccoli e “polli” allora e quanto l’aver affidato, dal primo giorno, il nostro amore al Signore ci abbia aiutato a venire fuori come persone, ci abbia “aiutato ad aiutare” tutti coloro ci erano accanto e soprattutto i ragazzi che ci venivano affidati.

Ci siamo fidati di Lui, e con Lui e tra di noi abbiamo condiviso anche le cose più difficili, perché abbiamo scelto da subito di essere onesti e sinceri in tutto quello che vivevamo. E proprio nei momenti più duri e faticosi questa onestà ha salvato il nostro rapporto e ci ha permesso sempre di ripartire insieme.

Il 18 giugno del 2000 ci siamo sposati e da qui… NOVITÀ!

Casa e cuore aperto

Avevamo messo nelle mani del Signore noi due e la nostra vita, condividendo il nostro desiderio di una casa aperta a coloro che Lui ci avrebbe mandato. “Se non arriveranno figli nostri li adotteremo”, questa è stata la nostra promessa di matrimonio.

Tempo 10 mesi ed è arrivato Michele… e poi Chiara… e poi Emanuele: GIOIA e SPERANZA della nostra vita!

La promessa noi l’abbiamo mantenuta e lo stesso ha fatto il Signore con noi. La nostra casa è un piccolo porto di mare per tutti coloro che chiedono asilo, conforto, festa, consolazione…

Con Emanuele ancora cucciolo, con grande imbarazzo e molta umiltà, abbiamo iniziato nuovamente a collaborare con la parrocchia e col MEG, dove avevano bisogno di un aiuto perché a corto di Responsabili. E la cosa per noi sconvolgente è che siamo stati accolti con grande affetto e che anche se noi ci sentivamo un po’ di troppo, i ragazzi del MEG ci hanno fatto sentire sempre parte di loro.

Una famiglia MEG

E quindi il Movimento, anche se nel nostro cuore avevamo sempre continuato a sentirci “der megghe”, è tornato in pieno a far parte della nostra vita e, in questi ultimi dieci anni, grazie ad esso ci siamo trovati a crescere nella parrocchia e insieme ai nostri figli (che apprezzano: incredibile!). Possiamo dire davvero di essere una famiglia MEG e dentro il MEG e di questo ogni giorno lodiamo il Signore… Non ci saremmo mai aspettati un dono così grande!

Vogliamo ricordare che nella nostra vita ci sono anche altre due grandi famiglie. La prima è la nostra parrocchia che da sempre ci accoglie e ci accompagna nel nostro essere Chiesa. Poi, i nostri fratelli dell’EquipeNotre dame, un movimento di formazione per le coppie di cui facciamo parte, nel quale abbiamo incontrato fratelli preziosi, sostegno nelle difficoltà e grande gioia nell’amicizia nel Signore.

Ancora oggi, insieme a voi, vogliamo mettere la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra parrocchia, il MEG e la Chiesa tutta nelle mani del Signore! È bellissimo per noi far parte del Suo sogno, che, a poco a poco e sempre più, è diventato anche il nostro!

#nevalesemprelapena

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