CHIARA, DONNA EUCARISTICA

28 Maggio 2019
CHIARA, DONNA EUCARISTICA

I ragazzi di Altamura 1, per una testimonianza “credente e credibile”

Chiara, Donna Eucaristica, è il titolo dello spettacolo messo in scena dai ragazzi della comunità MEG della Parrocchia Sacro Cuore di Altamura, domenica 12 maggio.

In quest’anno pastorale il Movimento Eucaristico Giovanile, sta approfondendo un tema che rappresenta uno dei suoi pilastri fondanti: l’Eucaristia.

Il brano del Vangelo che sta accompagnando i ragazzi è quello della moltiplicazione dei pani. In questo racconto,Gesù compie un gesto evidentemente eucaristico: prende il poco che abbiamo e ringrazia il Padre: sa vedere tutto il bene e la preziosità del dono che siamo.

Domenica sera, non a caso, questi giovani hanno presentato alcuni momenti salienti della vita di Santa Chiara d’Assisi, perché, come ha scritto San Giovanni Paolo II: «L’intera vita di Chiara era una eucaristia, perché ella elevava dalla sua clausura un continuo “ringraziamento” a Dio con la preghiera, la lode, la supplica, l’intercessione, il pianto, l’offerta e il sacrificio. Tutto era da lei accolto ed offerto al Padre in unione col “grazie” infinito del Figlio unigenito, bambino, crocifisso, risorto, vivo alla destra del Padre».

Durante lo spettacolo, sono stati rappresentati due particolari fatti prodigiosi, che portano a definire Santa Chiara, donna eucaristica: il miracolo della moltiplicazione del pane, quando in monastero la Santa si ritrovò con un solo pane da dover condividere con le sue compagne e che “per grazia divina crebbe tra le mani di colei che lo spezzava” ed il miracolo operato con il Santissimo Sacramento per mezzo del quale Chiara riuscì a respingere le truppe saracene al soldo dell’imperatore Federico II di Svevia.

L’essenzialità del contenuto del recital e l’uso di elementi scenografici, semplici, ha lasciato passare tutta la bellezza di una vita radicalmente vissuta alla scuola di Cristo, vissuta per Cristo, emozionando il pubblico.

Citando le parole di una spettatrice: “i ragazzi non si sono limitati a recitare il proprio ruolo ma hanno offerto un esempio visibile, concreto e reale della presenza del Signore nelle loro vite, una testimonianza credente e credibile! Attraverso di loro abbiamo gustato il senso profondo dell’incipit dell’ultima esortazione di Papa Francesco: Cristo vive e li vuole vivi!”. 

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