A TORINO C’È IL MARE

21 Febbraio 2020
A TORINO C’È IL MARE

Beatrice, della Comunità di Torino 7, racconta la sua esperienza nel MEG… e non solo

Perché devo correre?


Gennaio 2004: Torino, Stazione Porta Nuova. Giornata Regionale dell’Impegno, . “Dai Bea, muoviti! Sono le 8.10, il treno parte e son già tutti lì! Vedo i tuoi Responsabili…”.

“Ma papà, ho sonno, fa freddo, sono piena di borse… C’è ancora tempo! Perché devo correre?”.

Al mio arrivo tantissimi visi sorridenti e assonnati: mi salutano tutti. Dani, il mio Responsabile Emmaus, la branca dei più piccoli del Movimento, si presenta e mi abbraccia. Partiamo. Questo è il primo ricordo che ho del MEG. Una goffa corsa verso l’Abbraccio che mi ha cambiato la vita.


Luglio 2013 : Torino, Stazione Porta Nuova, treno per Napoli. Ho 16 anni e mi sto preparando a vivere il mio ultimo campo C.14: andremo a Napoli, a fare servizio in un campo rom dove giocheremo con i bambini e parleremo con le famiglie. Si parlava di portarli
un giorno al mare e a me viene solo da pensare: “Che scocciatura, era meglio l’anno scorso! Questo è il mio ultimo campo, prima di passare alla branca dei più grandi, quella dei pre-T, e io vorrei fare il solito campo, con i soliti falò la sera, la solita aria di montagna, le solite riflessioni…


Agosto 2013: treno Napoli-Torino. “Allora Bea, ti è piaciuto questo campo, o ‘era meglio l’anno scorso…’?”.

“Dani, io mi sono innamorata del servizio! Ma come vivevo prima? Perché non si inizia
a farlo dagli Emmaus ? Ditelo a Loris…”.

“Bene Bea, perché, sai, ne abbiamo parlato, e io e Laura vorremmo proporti di fare la Responsabile il prossimo anno, magari dei ragazzi delle medie, gli RN, ti va? “.

Luglio 2019: Celle Macra (Cuneo), campo estivo. “Bea, in questo campo ho capito che da grande voglio diventare come te! … Sembra che tu ami tutti!”. Siamo sotto il mio albero preferito, è il sesto giorno di campo e un mio C.14 si racconta a me con il cuore in mano, confidandomi ferite, sogni e paure… E io riesco solo a pensare: “Signore, io li amo perché Tu mi ami. Come glielo dico che non faccio nessuno sforzo?”.

La ciurma entra nel porto! Campo Emmaus 2005

Un porto sicuro

La ciurma getta l’ancora. Riunione RN 2017

Quell’abbraccio dal 2004 si è rinnovato ad ogni riunione. In una di queste, quando si parlava della vita di Gesù, ci venne raccontata la storia di come era nato il MEG a Torino…

“Un giorno, tanti anni fa, nel 1972, nacque un desiderio, che si impigliò tra i rami del cuore di una donna, una suora che veniva chiamata Madre Sando. Da quel desiderio nacque un’idea e quell’idea si trasformò in progetto che fu ascoltato e messo in pratica. Madre Sando suggerì ai ragazzi della sua parrocchia di andare a fondare nuove comunità del MEG in nuove parrocchie e così, da quella “missione” siamo nati noi! Son passate tante vite di qua, prima delle vostre, e tante ne passeranno dopo, perché il MEG è come un porto…”.

Un porto, per definizione, è un tratto di mare protetto, dove le navi possono accedere e sostare in sicurezza, ad esempio per essere riparate. È un luogo dove c’è un continuo andirivieni di persone di ogni condizione e provenienza.
E allora sì, posso affermare con certezza che a Torino 7 c’è il mare. Tutti ci navighiamo, ogni giorno. Ci sono giorni in cui quelle acque si fanno torbide e sembra impossibile vederci dentro e giorni in cui la burrasca sembra inghiottirci. Capita che la benzina finisca, o che abbiamo fame; insomma, ci accorgiamo che abbiamo bisogno di aiuto e che da soli non bastiamo a noi stessi. Ed è allora che gettiamo l’ancora in quel porto sicuro.

In mare verso Te

A Torino 7 c’è una comunità di bambini ancora con i braccioli, alcuni pescatori, qualche naufrago e diversi pirati pentiti. Claudia, con la sua moto d’acqua, naviga solitaria con un grande megafono e si accerta che stiano tutti bene. Su quel peschereccio, in fondo, ci sono Cilla e Sere: pescano da tutta la notte, una da una parte e una dall’altra, reti sollevate da mani amorevoli e braccia forti. Michi, su una barca a vela, insegna a stare in equilibrio e a riconoscere i venti buoni da quelli cattivi. Dani e Laura navigano a distanza. Lui col binocolo ci segue ancora da lontano. Sedici anni dopo quel primo abbraccio, i suoi occhi buoni, delicati si posano ancora sulle nostre vite. Laura ha regalato ad ognuno una bussola e le indicazioni su una cartina per farsi sempre trovare.

La ciurma approda a Napoli. Campo di servizio C.14 2013

Testimoni di un miracolo

La ciurma parte per nuovi mari! Invio, Torino 2018


22 dicembre 2018, Torino, l’Invio, . Stiv, Michi, Fiocchi, Diddiu e Bea. Cinque pianeti provenienti da diverse galassie che negli anni si sono allineati, pronti a creare nuovi porti sicuri, a portare nel mondo quell’Amore che era nato alla stazione di Porta Nuova, si è rafforzato tra le vie di quel campo rom e che è accolto totalmente oggi che diventiamo Testimoni. Con noi, Adrián, un PRE-T come noi che ci ha cercato da acque internazionali, regalandoci un po’ del suo mare.
La comunità di Torino 7 è spettatrice di questo miracolo: quelli che all’inizio erano degli estranei, sono diventati fratelli. E se non è un miracolo questo…

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