Non ci ardeva forse il cuore? Le radici di un’amicizia

Dal 30 aprile al 3 maggio abbiamo vissuto a Roma, ospitati dall’Istituto Massimo, il nostro annuale Convegno Nazionale, rivolto ai ragazzi della branca PRE-T e ai Responsabili. Hanno partecipato cento ragazzi e ragazze provenienti da diverse regioni d’Italia, insieme a tre giovani della comunità di Bruxelles. L’ obiettivo è stato quello di riscoprire le radici su cui si fondano la spiritualità e la pedagogia del Movimento, il Progetto Uomo Eucaristico (PUE), e approfondire le attitudini dell’ascolto, della relazione, della comunione e della testimonianza, per scegliere di fare propri i sentimenti di Gesù. Alcuni dei ragazzi presenti raccontano come hanno vissuto questi giorni.
Ho unito i puntini…

Dal 30 aprile al 3 maggio ho partecipato da Responsabile al mio primo Convegno Nazionale Pre-T e Responsabili. Ho approfondito il PUE tramite laboratori di gruppo, ho avuto tempo per la preghiera ed ho apprezzato la sensibilizzazione sul Cammino di Verità. È stato significativo esserci perché tra pochi giorni nascerà la Comunità MEG Napoli Capodimonte nella mia parrocchia. Partire ha unito i puntini di una storia iniziata 15 anni fa, quando frequentavo il gruppo giovanissimi (RN). Il mio Responsabile, cresciuto tra MEG e CVX, utilizzava i sussidi del MEG e ha alimentato così la mia fede.
Mi restano i tramonti, preludio di un nuovo giorno, che mi hanno riconnesso all’idea che tutto è dono di cui prendersi cura. Porto con me la semplicità dei momenti di pausa e gli incontri con persone mai viste, di tutta Italia e oltre, diventate inaspettatamente vicine conversando in mensa, nei gruppi di condivisione o tornando in palestra per riposare nel comodissimo sacco a pelo. Custodisco le lacrime per ferite ancora aperte, la gioia di chi ha chiara la sua missione e le chiacchierate profonde nate per scherzo, ma durate ore. Ogni persona è uno spettacolo fatto a immagine di Dio che può stupire se lo permetti.
Più di tutto mi resta l’Adorazione del venerdì sera, curata al massimo dai canti della MEG band alle varie tappe della veglia. Eravamo lì, diversi, ma uniti dallo stesso Spirito. Il nostro stare insieme davanti al Fuoco che non si consuma era un incontro concreto.
Si uniscono, così, nuovi puntini di un disegno più grande. Torno a casa pieno perché la Comunità MEG Napoli Capodimonte è pronta ad entrare in questa Unità!
Carlo – Napoli Capodimonte
Un promemoria su come vivere la vita

Per noi partecipare al Convegno Responsabili è stata una novità e, almeno all’inizio, ci siamo sentite un po’ sopraffatte: luogo nuovo, volti nuovi e attività completamente diverse dalla nostra routine. Ma l’accoglienza ricevuta e il clima di comunità che il MEG riesce a creare hanno trasformato presto quelle sensazioni iniziali. Durante queste giornate, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con Responsabili provenienti da altre comunità, rendendoci conto di quanto, pur nelle differenze, molte dinamiche siano simili alle nostre. È stato qualcosa di davvero rassicurante e incoraggiante.
Le attività formative vissute insieme ci hanno lasciato tanto: strumenti concreti per affrontare alcune situazioni, nuovi modi di vivere le riunioni e anche nuovi spunti per condividere con gli altri ciò che siamo. È stato un po’ un promemoria su come vivere la nostra vita in pienezza: in piena consapevolezza, in piena gioia ed in piena fede. È stato come rincontrare un grande amico, rigenerante! Si tratta dell’Amico di cui abbiamo tanto parlato in quei giorni e che abbiamo sentito molto vicino… in un testo, in un abbraccio, nelle nuove amicizie ed in quelle ritrovate. Ripartiamo con la nostra vita quotidiana, ma con una passione, una sicurezza ed una grinta diversa.
Silvia e Sofia – Assemini (CA)
Una nuova chiamata

Ogni tanto ti viene chiesto di ricominciare a camminare con gentilezza, ma con la fermezza di chi ti vede spento e vuole saperti ancora una volta in cammino. Questo è il mio caso: frastornato e stanco da un percorso ormai concluso, è arrivata una nuova chiamata nel MEG.
Il Convegno è arrivato in fretta ed è stato per me un’esperienza totalmente nuova. All’inizio ero agitato: mi sono sentito un piccolo Emmaus all’inizio di un percorso più grande, in mezzo però a tanti Testimoni che hanno saputo accogliermi con molta semplicità.
I momenti di deserto sono stati pieni, ben scanditi e utili poi a catapultarci nelle attività in equipe, facendo prendere forma a quanto pregato e ragionato. È stato un momento di confronto comunitario stupendo, un lavoro fruttuoso che mi aiuterà per il futuro, a partire dal campo estivo.
Ci si sente bene al Convegno, lo si vede e lo si legge negli occhi di tutti. Un qualcosa difficile da spiegare, che pervade gli spazi e i volti di tutti. Porto con me soprattutto il ricordo della contemplazione al tramonto, che ci ha permesso di ringraziare il Signore e gustare una bellezza che spesso, nella fretta della vita quotidiana, dimentichiamo.
È stata un’esperienza semplicemente piena della Sua grazia, una grazia di leggerezza e di incontro della Parola, mai come prima d’ora per me. Grazie Signore che hai saputo far ardere i nostri cuori in questi giorni.
Basilio – Torino
Una grande ricarica

Ormai prossimi alla fine dell’anno sociale, quando le energie iniziano a venire meno, il Convegno è per me una grande ricarica. Anche se dormire in palestra non sempre è gentile con il corpo, ritrovarsi non separate nelle stanze è una cosa che adoro, mi sembra un modo per poter toccare con mano cosa voglia dire vivere in comunione con gli altri. Quest’anno tra preghiere al sole, amici trovati e ritrovati, e partite a “sette si schiaccia”, la nostra bolla felice ha dovuto fare i conti con la realtà: quella che a noi sembra un’isola felice, può anch’essa essere raggiunta dal male. Ascoltare le parole di una persona che ha subito abusi nel MEG, anche se trent’anni fa, è stato difficile ed emotivamente forte. Allo stesso tempo, però, vedere in questi giorni cosa possiamo fare per far si che ciò che è stato non si ripeta è stato utilissimo. Sapere di non essere impotente di fronte a situazioni come questa ha fatto rifiorire in me la speranza.
Marta – Fratta











