Campo biblico in Calabria: Non dire sono giovane!

Dal 21 al 25 Agosto, a Quaresima di Aprigliano, si è svolto il campo biblico “Non dire sono giovane”, al quale hanno partecipato 18 PRE-T provenienti da diverse parti d’Italia. Un’esperienza di fraternità, vissuta intensamente attraverso la lettura della Parola, la condivisione e l’ascolto, immersi nella natura. Due dei partecipanti e una delle organizzatrici ci restituiscono quanto hanno vissuto.
I frutti di un… fallimento
Questo campo è nato da quello che all’inizio risultava un fallimento: la decisione di annullare l’appuntamento della scorsa estate. Abbiamo avuto però la conferma che a volte si pianta un seme e i frutti si raccolgono in tempi diversi da quelli che ci si aspetta. E io di frutti ne ho raccolti tanti: la condivisione fraterna con l’équipe organizzativa, la preghiera silenziosa dei ragazzi davanti all’Eucaristia, il loro desiderio di pienezza.
Nel corso dei giorni ho visto una costante azione del Signore. L’ho vista nei legami che si sono creati tra i ragazzi, giorno dopo giorno, in modo autentico. L’ho vista nei loro sguardi quando qualcuno trovava finalmente il coraggio di dare voce alle proprie fragilità, e nel modo in cui gli altri accoglievano quelle parole con rispetto e vicinanza. Ho visto i ragazzi camminare davvero, ognuno con i propri tempi, senza tirarsi indietro, ma mettendosi in gioco, facendosi coinvolgere in profondità.
Anche il luogo ha avuto un ruolo fondamentale: la natura ha fatto da cornice, aiutandoci a distaccarci dalla frenesia della vita quotidiana e a creare un’atmosfera di preghiera, ascolto e condivisione. E poi la casa… con i suoi spazi semplici ma accoglienti, in particolare la cucina e il refettorio, che giorno dopo giorno sono diventati luoghi familiari, dove ciascuno si è messo a servizio degli altri.
Non so se abbiamo trovato il nostro posto nel mondo, ma io sicuramente ho mosso qualche passo in quella direzione e nel percorso ho trovato un luogo e delle persone che mi sono entrate nel cuore.
Margherita – Cagliari – Team organizzativo

Ci siamo sentiti comunità
A Quaresima, in Calabria, ho vissuto l’esperienza “Non dire sono giovane” con il MEG, un’occasione che mi ha permesso di fermarmi e ritrovare la preziosità dei legami e della spiritualità condivisa.
Iniziavamo la giornata, dopo la preghiera dei salmi e la colazione, con la lettura di brani della Bibbia e momenti di preghiera, che aprivano spazi di silenzio e riflessione interiore. Seguiva la condivisione dei pensieri che ognuno portava nel cuore.
Un momento che mi ha toccato davvero nel profondo è stata una passeggiata con un signore, di nome Cesare: camminando insieme, ci siamo confrontati su ciò che siamo e su come crescere nella vita, e quanto ci siamo scambiati a vicenda durante la condivisione mi ha fatto guardare me stessa con uno sguardo più sincero e profondo.
Ci siamo davvero sentiti una comunità: dal cucinare al servire la tavola, fino a lavare i piatti, ogni gesto semplice diventava un modo per prendersi cura degli altri.
Nei pomeriggi, dopo momenti liberi di riposo, anch’essi condivisi, abbiamo conosciuto tradizioni, paesaggi e persone della Calabria, scoprendo la bellezza di una terra viva e accogliente. Il clima del gruppo era quello di una vera famiglia: ci sostenevamo a vicenda, condividevamo davvero ogni attimo e ogni giorno si respirava un calore che andava oltre le attività.
Questa esperienza mi ha lasciato la certezza che, aprendosi agli altri e a Dio, si può crescere davvero, portando a casa una ricchezza che rimane nel cuore e che, sono convinta, mi accompagnerà a lungo nella vita quotidiana.
Maria Rita – PRE-T Atri

Lo sguardo del Signore su di me
Quest’estate ho vissuto un’esperienza indimenticabile a Quaresima di Aprigliano. Siamo stati accolti alla Cittadella del Sole da Franca e tutta la sua famiglia che, con passione ed infinita voglia di mettersi al servizio, ci hanno permesso di conoscere appieno la storia del posto e di gustare ottimi piatti calabresi.
Ci sono stati momenti di preghiera in cui la Parola mi ha dato tanta speranza: ho raggiunto la consapevolezza di quanto sia importante fare memoria delle luci che ci sono sul nostro cammino di vita per non restare bloccati nella propria fortezza con la paura di uscire fuori. Da qui è nato come frutto il desiderio di trovare il mio posto nel mondo affidandomi a Lui che non ci lascia mai soli proprio come ha fatto con Geremia.
Non sono mancati anche momenti di gioco, ascolto attivo e condivisione, come i “falò” che mi hanno riempito il cuore e fatto venire il mal di pancia per le risate.
Inoltre, ciò che mi ha sorpresa è l’essere riuscita, durante le escursioni pomeridiane, a fare amicizia, nonostante la timidezza, con persone appena conosciute che sono state per me un dono prezioso.
Una menzione va anche alla veglia, un momento in cui abbiamo consegnato tutto al Signore… ho sentito il suo sguardo su di me e questo è bastato!
Infine, mi sento di ringraziare tutta l’équipe, i ragazzi e tutte le persone conosciute: da Giorgia la piccola di famiglia, a Cesare con la sua capacità di leggere l’anima.
Menomale che un giorno qualcuno mi ha detto: “Ma che devi fare tutto il mese ad Ischia?”.
Raffaela – PRE-T Frattamaggiore












